Rosalia, Lux (Recensioni n°2)
- Michele Viviani

- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 4 giorni fa

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Rosalia – Lux – Columbia Records 2025
E' l'album pop che – nel corso del 2025 – ha ricevuto le recensioni più entusiastiche, oltre che una grande risposta di pubblico. E grande era certamente l'ambizione del lavoro: 18 tracce per 60 minuti di musica, una serie nutrita di ospiti (tra cui Bjork), le canzoni cantate in 14 diverse lingue, una pletora di arrangiatori, compositori e produttori tale che i crediti dell'album hanno richiesto la compilazione di un sito apposito, e – last but not least - la presenza della London Symphony Orchestra ad eseguire parte degli arrangiamenti in tutte le tracce.
Se tratto unificante del lavoro è appunto la presenza dell'orchestra - ed un gravitare delle liriche attorno a temi quali religione, spiritualità e condizione femminile - piuttosto variegata invece è la sostanza musicale.
Un gruppo ampio di canzoni (ad esempio Dios es un Stalker e Sauvignon Blanc) sono essenzialmente brani pop-urban, che potrebbero trovarsi – con varianti – in dischi di altre star internazionali; altri pezzi sembrano in relazione con la musica leggera specificamente spagnola (La Yuglar, Focu-Ranni), ed alcuni infine sono dei puzzle stilistici volutamente kitch nella commistione tra le sonorità pop e classiche - Barghain su tutte -che potrebbe essere considerata una sintesi del clima generale del lavoro.
In mezzo a tutte queste cose - non sempre interessanti - sta invece un gruppo significativo di brani eccellenti ed originali tra cui Mundo Nuevo, De Madrugà (legati alla musica latina), l'inclassificabile Sexo, Violencia y Llantas, il pop di Devinize e soprattutto di Reliquia - la traccia in cui ritengo che gli elementi pop ed orchestrali trovino la fusione migliore grazie ad un arrangiamento curato in collaborazione con la compositrice Caroline Shaw.
L'album spicca comunque - in ogni sua traccia - per un aspetto: la grande qualità e personalità del cantato. E' chiaro da questo lavoro come la vocalità di Rosalia si alimenti dalla sua passione per il flamenco e da uno studio della tecnica vocale classica, di cui dà prova in alcuni frammenti. Questi percorsi, di studio e passione musicale, contribuiscono alla costruzione di uno stile unico: chiaro, drammatico ed estremamente consapevole. Tolta l'orchestra, tolti gli arrangiatori, tolti i produttori e tolti – avrei preferito – alcuni brani, prima di tutto nella voce che ci offre Rosalia si dimostra un'artista vera.
Il brano - Sexo, Violencia y Llantas - appunti per un'analisi
Con questa nuova recensione avvio una pratica che conto di proseguire nei prossimi contributi: offrire cioè alcuni elementi di analisi musicale di un brano. Ho scelto il primo brano dell'abum “Sexo Violencia y Llantas”, in quanto - oltre a piacermi parecchio - ad un ascolto superficiale mi sembrava si presentasse come una commistione tra elementi del flamenco ed elementi della musica classica: ho cercato quindi di verificare con l'analisi se questa impressione avesse appigli concreti.
Il brano inizia (0.00''-0.33'') con una sezione suonata dal solo pianoforte basata sulla sequenza di accordi Dm, C, Bb, A. E' proprio la presenza di questa sequenza iniziale a funzionare da dichiarazione di intenti nella commistione tra flamenco e classico. Nella musica flamenca questa sequenza viene chiamata cadenza andalusa , e può venire usata sia come ostinato che come cadenza vera e propria; nella musica classica appartiene alla famiglia degli ostinato che costituiscono la struttura di composizioni quali il Lamento della Ninfa di Monteverdi o la celebre Ciaccona per violino solo di Bach. Nel flamenco tale sequenza di accordi viene intrepretata come V-IV-III-I del modo frigio o – più propriamente – come una sequenza modulante tra il modo frigio e il maggiore; nella musica classica si tende ad interpretarla come sequenza I-VII-VI-V modulante tra il minore naturale ed il minore armonico.
Nel brano di Rosalia la cadenza andalusa non viene però utilizzata se non nell'introduzione: tonalità e modo del brano non sono sicuramente quelle del La frigio, piuttosto quella di re minore anche se gran parte del brano è più facilmente interpretabile facendo riferimento alla tonalità di Fa maggiore, relativa di re minore.
Oltre all'introduzione vi è solo un altro elemento che riesco ad associare alla musica flamenca in modo diretto: la presenza - nel cantato - di abbellimenti nella penultima sillaba di alcuni versi, come nell'esempio che riporto di seguito, riferito al primo verso della canzone.

Percepisco inoltre come associabile alla musica spagnola - non necessariamente flamenca - la sequenza di accordi su cui si basa il crescendo corale che va da (1.00'') a (1.20'') , ovvero dalle parole "Quien pudiera venir desta tierra" fino a "nunca hubiera suelo" : non sono in grado di fornire ora un esempio che avvalli questa tesi.
E' Infine associabile alla musica rinascimentale e barocca la cadenza conclusiva, in cui si fa uso dell'accordo di tonica finale di Re in forma maggiore invece che in minore, richiamando quella che viene chiamata Cadenza Piccarda.
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