• Michele Viviani

Novità dal Mondo (3)

Un distillato di nuova musica, dagli ascolti degli ultimi mesi



1) "Evocazioni ed Invocazioni", il primo lavoro solista di Davide Ambrogio, ovvero come creare un lavoro personale partendo da materiale folklorico. Il disco si può sentire e scaricare per intero qui https://www.evocazionieinvocazioni.net/ e si può leggere su Blogfolk un'intervista all'autore https://www.blogfoolk.com/.../davide-ambrogio-evocazioni...



2) "Zero Grasses, Ritual for Losses": il nuovo album di Jen Shyu , vocalist e strumentista che da diversi anni sviluppa una personale commistione tra tradizioni musicali asiatiche e Jazz. Seguo da qualche anno il suo lavoro: una musicista impressionante. Il precedente disco “Songs of Silver Geese” è a parer mio il suo capolavoro: questo ultimo è caratterizzato da un taglio allo stesso tempo autobiografico e fortemente politico nei testi. Dalla cronaca della morte del padre, ai delitti della polizia , passando per testi scritti da adolescenti. Il tutto in un unico flusso.



3) Il recente disco di opere per archi della compositrice e performer Norvegese Maja S. K. Ratkje, altra artista che seguo con passione. Come nel lavoro di Shyu gli echi politici del periodo filtrano nel lavoro della compositrice: in particolare Picture of a Sinking City evoca nel titolo il riscaldamento globale (Ratkje è da tempo attivista ecologista) in un lavoro che riassume direttrici musicali già esplorate con successo in altri lavori vocali e cameristici. In "Frozen Light" si affronta il confronto con i quartetti di Beethoven per un lavoro scritto mentre la norvegia viveva uno dei più terribili attentati della storia eropea: l'uccisione di quasi ottanta persone da parte del terrorista fascista Anders Breivik. Ratkje stessa considera questi pezzi tra le sue cose migliori.



4) Melancholy Grace del clavicembalista francese Jean Rondeau. Una esplorazione della musica del 16° e 17° secolo. Bello il disco e molto belle le note di accompagnamento, una sorta di piccolo saggio in cui espone punti di riferimento poetici e tecnici per il suo programma, raccontando in particolare dell'impiego di temperamenti mesotonici nell'esecuzione di questi brani che storicamente anticipano l'affermazione del temperamento equabile. Molto interessante confrontare questo disco e queste note con il bellissimo album (e le bellissime note) di Glenn Gould sui virginalisti. Nota di qualità sulle camice e le magliette di Jean Rondeau.








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